Domande frequenti sul bando Investimenti Sostenibili 4.0 2026
25 domande e altrettante risposte, ciascuna con l'articolo del decreto accanto. Sono le domande che il simulatore pone alle imprese, e quelle che le imprese pongono a noi.
Fonti: DM 18 marzo 2026 e Decreto Direttoriale 5 agosto 2026, letti sul testo dei decreti. Ogni risposta riporta l'articolo da cui è tratta.
Chi può partecipare
Chi può presentare domanda per Investimenti Sostenibili 4.0 2026?
Le micro, piccole e medie imprese ai sensi dell'Allegato I al Regolamento GBER, che realizzano il programma di investimento in un'unità produttiva situata in una delle sette Regioni meno sviluppate: Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise, Basilicata e Sardegna. L'attività economica deve rientrare fra quelle ammesse: l'intera sezione C della classificazione ATECO 2025 (attività manifatturiere) e i servizi alle imprese elencati nell'Allegato 4 al decreto.
art. 5 e art. 6 c. 3 DM; art. 1 lett. n DM per le sette Regioni
Conta la sede legale dell'impresa o il luogo dell'investimento?
Conta l'unità produttiva in cui si realizza il programma. Un'impresa con sede legale a Milano che investe in uno stabilimento in Puglia rientra; un'impresa con sede a Bari che investe in Veneto no. Se il programma tocca più unità produttive, ciascuna deve trovarsi in una delle sette Regioni ammesse.
art. 5 c. 1 DM — art. 1 lett. n DM
Come si stabilisce se l'impresa è una PMI?
Meno di 250 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni. Nel calcolo rientrano anche le imprese collegate e associate: una partecipazione rilevante di un gruppo più grande può far perdere la qualifica anche a un'impresa che, presa da sola, resterebbe sotto le soglie. Perdere lo status di PMI dopo la domanda per naturale crescita aziendale — e non per operazioni straordinarie — non fa invece perdere il requisito.
art. 1 lett. k DM — All. I GBER; art. 13 c. 1 DM
Servono per forza due bilanci approvati e depositati?
Servono due bilanci approvati e depositati oppure due dichiarazioni dei redditi, e l'impresa deve essere in contabilità ordinaria. Le due dichiarazioni valgono quanto i due bilanci: una ditta individuale o una società di persone che le possiede soddisfa il requisito.
art. 5 c. 1 lett. c DM
Che cosa significa «impresa in difficoltà»?
In sintesi, un'impresa è in difficoltà quando ha perso più della metà del capitale sociale per perdite accumulate, o è sottoposta a procedura concorsuale per insolvenza. I casi sono elencati per intero all'art. 2 punto 18 del Regolamento GBER, e un'impresa in difficoltà non può accedere. Se non ne sei certo, verificalo con il tuo commercialista prima di presentare la domanda: è una condizione che si valuta sui numeri, non a impressione.
art. 5 c. 4 DD — All. 6 DM — art. 2 punto 18 GBER
L'assicurazione contro i danni catastrofali è obbligatoria per partecipare?
Il requisito è che l'obbligo di legge sia assolto, non che una polizza esista in ogni caso. Se l'obbligo introdotto dalla legge di bilancio 2024 non si applica alla tua impresa, il requisito è comunque soddisfatto.
art. 5 c. 2 lett. e DM — L. 213/2023 art. 1 c. 101
Che cosa chiede il decreto sulla delocalizzazione?
Due cose insieme, e servono entrambe: che nei due anni precedenti l'impresa non abbia delocalizzato verso l'unità produttiva interessata dall'investimento, e che assuma l'impegno a non delocalizzare nei due anni successivi. Un'impresa che non può assumere il secondo impegno non soddisfa il requisito, anche se il primo è rispettato.
art. 5 c. 1 lett. f DM
Posso aver già ordinato i macchinari prima di presentare la domanda?
No. L'avvio del programma deve essere successivo alla presentazione della domanda: un ordine o un impegno vincolante firmato prima di presentarla fa cadere il requisito. Non basta quindi che il programma non sia avviato oggi — deve restare non avviato fino alla presentazione.
art. 6 c. 6 lett. e DM
Come faccio a sapere se il mio codice ATECO rientra?
Rientrano tutte le attività della sezione C della classificazione ATECO 2025, le manifatturiere, e le diciassette voci di servizi alle imprese elencate nell'Allegato 4 al decreto. Conta il codice attivo sul Registro delle imprese per l'unità produttiva dell'investimento, non quello prevalente della sede legale né quello che descrive meglio ciò che l'impresa fa. Attenzione a una distinzione: un codice ammesso non equivale a un programma ammissibile, perché l'art. 6 c. 4 esclude alcuni settori — fra gli altri tabacco, raffinazione e siderurgia — e l'esclusione guarda all'attività economica sostanziale.
art. 6 c. 3 e c. 4 DM — All. 4 DM
Quanto si ottiene
Quanto copre il bando?
Il 35% delle spese ammissibili come contributo a fondo perduto in conto impianti e il 40% come finanziamento agevolato a tasso zero, per un totale del 75% nominale. Il restante 25% resta a carico dell'impresa.
art. 8 DM
Il 75% è quello che l'impresa incassa?
No, e la distinzione è quella che più spesso genera aspettative sbagliate. Il 35% a fondo perduto non si restituisce; il 40% è un prestito, e va restituito per intero. Il valore dell'aiuto vero è quindi il contributo più il risparmio di interessi sul finanziamento — ed è ciò che il decreto chiama equivalente sovvenzione lordo.
art. 8 c. 5 DM — comunicazione della Commissione 2008/C 14/02
Che cos'è l'equivalente sovvenzione lordo (ESL)?
È il valore dell'aiuto espresso come se fosse tutto contributo a fondo perduto, ed è la misura con cui si verifica il rispetto dei limiti europei. Il contributo entra per intero; il finanziamento a tasso zero entra solo per il valore attuale degli interessi che l'impresa non paga, calcolato con il tasso di riferimento vigente alla data di concessione secondo la metodologia della comunicazione 2008/C 14/02. Per questo l'intensità effettiva risulta molto inferiore al 75% nominale, e nella maggior parte dei casi resta ben sotto il tetto regionale.
art. 8 c. 5 DM
Esiste un tetto massimo all'agevolazione, e cambia da Regione a Regione?
Sì. La Carta degli aiuti a finalità regionale fissa l'intensità massima al 40% per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia e al 30% per Molise, Basilicata e Sardegna, riferita alle grandi imprese. Le PMI hanno una maggiorazione: venti punti in più per le micro e piccole, dieci per le medie. Una piccola impresa in Campania ha quindi un tetto del 60%, la stessa impresa in Basilicata del 50%. Il tetto vale sull'intensità in ESL, non sulla percentuale nominale.
Carta aiuti a finalità regionale 2022-2027, decisione C(2022) 1545 final
Che cosa succede se l'aiuto supera il tetto di intensità?
L'agevolazione non decade: viene ridotto il contributo a fondo perduto fino a rientrare nel massimale. Il finanziamento agevolato resta, e con esso l'obbligo di restituirlo — la riduzione tocca la parte che non si restituisce.
art. 8 c. 5 DM
Si può cumulare con il credito d'imposta Transizione 4.0 o con altre agevolazioni?
Il decreto pone un divieto di cumulo con un'eccezione precisa. Sulle medesime spese le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche che si configurino come aiuti di Stato — notificati, esentati o concessi in de minimis per specifici costi ammissibili — «ad eccezione di quelle ottenute esclusivamente nella forma di benefici fiscali e di garanzia», e comunque entro i limiti delle intensità massime previste dalla disciplina sugli aiuti di Stato. Un credito d'imposta è un beneficio fiscale, e ricade quindi nell'eccezione; restano da verificare, caso per caso, la natura della misura con cui si vuole cumulare e il rispetto del tetto di intensità complessivo. Il mancato rispetto del divieto di cumulo è causa di revoca parziale. Il divieto riguarda le medesime spese: spese diverse dello stesso programma possono essere coperte da misure diverse.
art. 8 c. 8 e c. 9 DM; art. 14 c. 3 lett. g DM per la revoca
L'impresa deve mettere risorse proprie?
Sì, ed è una condizione che si perde facilmente di vista. L'impresa deve garantire la copertura finanziaria del programma per almeno il 25% delle spese ammissibili complessive, con risorse proprie oppure con un finanziamento esterno «in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico». Un finanziamento assistito da garanzia pubblica, quindi, non vale a coprire quel 25%.
art. 8 c. 6 DM
Che cosa si può comprare
Qual è l'importo minimo e massimo dell'investimento?
Le spese ammissibili devono essere comprese fra 750.000,00 € e 5.000.000,00 €, e non possono comunque superare il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato. Il limite sul fatturato è quello che esclude più spesso: un programma dentro i due estremi può essere troppo grande per la dimensione dell'impresa che lo presenta.
art. 6 c. 6 lett. d DM
Che cosa significa che le tecnologie 4.0 devono essere «preponderanti»?
Che le spese destinate a implementare le tecnologie abilitanti dell'Allegato 1 devono superare il 50% del totale dei costi ammissibili. Non è un criterio di punteggio ma una condizione di ammissibilità: sotto quella soglia il programma non rientra, per quanto sia valido. Le stesse spese determinano poi l'indicatore E della valutazione.
art. 6 DM — All. 1 DM
Ci sono limiti sulle singole voci di spesa?
Sì, tre in particolare: le opere murarie e assimilate non possono superare il 40% del totale dei costi ammissibili; le consulenze finalizzate alle tecnologie 4.0 il 5%; la diagnosi energetica il 3%. Le opere murarie richiedono inoltre il computo metrico estimativo di un tecnico abilitato, con firma, timbro ed estremi di iscrizione all'albo.
art. 7 c. 1 lett. b e c. 3 lett. a e b DM
Le soluzioni ambientali danno punteggio, e che cosa serve per dimostrarle?
Economia circolare, riduzione dei consumi energetici del sito produttivo di almeno il 5% e obiettivi climatici dell'Unione europea concorrono al punteggio, e ciascuna va attestata da una perizia giurata commissionata a un tecnico abilitato. Le certificazioni ambientali (per esempio ISO 14001 o EMAS), il rating di legalità e la certificazione della parità di genere danno anch'essi punti, ma vanno già possedute alla data di presentazione della domanda: nessuna perizia sostituisce il possesso, e una certificazione in corso di rilascio non vale.
All. 1 DD — criterio 3 e maggiorazioni
Dopo la domanda
Quanto dura l'istruttoria?
L'Agenzia completa l'istruttoria, per ciascuna domanda, entro 60 giorni dalla data di presentazione. Il termine si sospende se l'Agenzia chiede informazioni o chiarimenti — cosa che può fare una sola volta — e riprende quando la documentazione arriva. Se i chiarimenti non arrivano completi entro il termine assegnato, la domanda decade.
art. 9 c. 7 DM
Quanto tempo passa prima di incassare?
Le agevolazioni sono erogate in non più di tre stati di avanzamento lavori, ciascuno riferito ad almeno il 25% dell'investimento ammesso (l'ultima richiesta può riguardare un importo inferiore). Su ogni richiesta l'Agenzia effettua le verifiche ed eroga entro 50 giorni dalla presentazione. La richiesta a saldo va presentata entro 90 giorni dalla data di ultimazione dell'investimento. Si può scegliere fra due modalità: titoli di spesa non quietanzati con conto corrente vincolato, oppure titoli quietanzati con conto corrente ordinario — cioè anticipando la spesa.
art. 10 c. 1, c. 3 e c. 6 DM
Quanto tempo c'è per realizzare il programma?
Non più di 18 mesi dalla data di notifica del provvedimento di concessione. Su richiesta motivata dell'impresa può essere concessa una proroga non superiore a sei mesi. Per data di ultimazione si intende la data dell'ultimo titolo di spesa ammissibile.
art. 6 c. 6 lett. f DM
Come si restituisce il finanziamento agevolato?
Senza interessi, a partire dalla data di erogazione dell'ultima quota a saldo, con un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate in scadenza il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, per una durata massima di 7 anni. Se l'erogazione a saldo cade nei 30 giorni precedenti una delle due scadenze, la prima rata decorre da quella successiva. Il finanziamento non è assistito da particolari forme di garanzia.
art. 8 c. 4 DM
Ci sono vincoli da rispettare dopo aver ricevuto l'agevolazione?
Sì. I beni agevolati vanno mantenuti nell'unità produttiva per almeno tre anni dalla data di erogazione a saldo. Entro 60 giorni dalla richiesta di erogazione a saldo l'impresa deve inoltre dimostrare l'avvenuta attivazione, per l'unità produttiva agevolata, del codice ATECO a cui il programma è finalizzato, trasmettendo la comunicazione al Registro delle imprese. Restano fermi l'impegno a non delocalizzare e il divieto di cumulo.
art. 7 c. 2 lett. b e art. 10 c. 7 DM; art. 14 c. 3 DM
Domande su un punto preciso
Su tre argomenti le domande stanno nella pagina che li tratta, dove hanno il contesto accanto: le scadenze, i documenti da preparare e come funziona la consulenza.
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