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Investimenti Sostenibili

Il bando Investimenti Sostenibili 4.0 2026

Finanzia programmi di innovazione digitale e sostenibilità ambientale delle PMI con unità produttiva nelle sette Regioni meno sviluppate, coprendo fino al 75% nominale delle spese ammissibili fra contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero.

Fonti: DM 18 marzo 2026 e Allegati 1-6; Decreto Direttoriale 5 agosto 2026 e Allegati 1-4.

Chi lo gestisce e con quali risorse

La misura è del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestita da Invitalia, a valere sul Programma Nazionale «Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027». La compatibilità con le regole europee poggia sul Regolamento GBER (UE) 651/2014, artt. 13 e 14 per gli aiuti a finalità regionale e art. 18 per le consulenze alle PMI.

Dotazioneart. 3 DM

447.595.808,76 €, di cui una riserva del 25% destinata ai programmi delle micro e piccole imprese.

Finestra temporaledecisione C(2025) 6947 final

Il regime è autorizzato fino al 31 dicembre 2026, data ultima di validità del GBER. Non è prevista riapertura senza un nuovo quadro normativo.

A chi si rivolge

Solo PMI ai sensi dell'Allegato I al GBER, con l'unità produttiva oggetto dell'investimento situata in una delle sette Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Perdere lo status di PMI dopo la domanda, per naturale crescita aziendale e non per operazioni straordinarie, non fa perdere i requisiti (art. 13 c. 1 DM).

  • Regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese
  • Nel pieno e libero esercizio dei diritti: non in liquidazione volontaria né in procedura concorsuale liquidatoria
  • In contabilità ordinaria, con almeno due bilanci approvati e depositati — o due dichiarazioni dei redditi per società di persone e imprese individuali
  • In regola con le normative edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione infortuni e della salvaguardia ambientale
  • Restituite le somme dovute per eventuali revoche di agevolazioni MIMIT
  • Nessuna delocalizzazione verso l'unità produttiva nei 2 anni precedenti, con impegno a non farla nei 2 anni successivi al completamento
  • Obbligo assicurativo contro i danni catastrofali assolto: è una causa di esclusione autonoma

Che cosa finanzia

Programmi di ampliamento della capacità, diversificazione della produzione verso prodotti mai fabbricati prima, cambiamento fondamentale del processo produttivo di un'unità esistente, oppure realizzazione di una nuova unità produttiva.

Le spese riconducibili alle tecnologie abilitanti 4.0 devono essere preponderanti sul totale dei costi ammissibili: più della metà, e esattamente la metà non basta. L'elenco delle undici tecnologie e quello delle spese ammissibili.

Soglie di spesaart. 6 c. 6 lett. d DM

Fra 750.000,00 € e 5.000.000,00 €, e comunque non oltre il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato. Il programma può costare di più: la parte eccedente non è agevolata e va coperta dichiarando come.

Quanto vale l'agevolazione

L'aiuto copre il 75% nominale delle spese ammissibili: 35% di contributo a fondo perduto e 40% di finanziamento agevolato a tasso zero, da restituire in massimo 7 anni con rate semestrali costanti. Il restante 25% resta a carico dell'impresa, con risorse proprie o con un finanziamento privo di qualsiasi sostegno pubblico.

Il 75% è nominale, non è l'intensità dell'aiuto: il finanziamento a tasso zero pesa, in equivalente sovvenzione lordo, solo per il valore attuale degli interessi risparmiati. Se l'intensità supera il massimale della Regione, Invitalia riduce il contributo a fondo perduto (art. 8 c. 5 DM).

Come viene valutato

Fino a 100 punti, più 6 di maggiorazione. La valutazione è positiva solo se ogni criterio raggiunge la propria soglia e il totale arriva ad almeno 35 punti.

Caratteristiche del proponente — max 32, soglia 12art. 5 c. 5 DD

Quattro indicatori di bilancio, calcolati come media dei rapporti degli ultimi due esercizi: copertura delle immobilizzazioni, MOL su oneri finanziari, indipendenza finanziaria, redditività della produzione.

Qualità della proposta — max 48, due soglieart. 5 c. 6 DD

Indicatore E, quota di investimento in tecnologie 4.0: max 28, soglia 14. Indicatore F, sostenibilità economica dell'investimento rispetto al MOL medio: max 20, soglia 4. Sono due soglie distinte: mancarne una fa cadere la domanda.

Sostenibilità ambientale — max 20, nessuna sogliaAll. 1 DD

Economia circolare (6), efficienza energetica con risparmio di almeno il 5% (6), obiettivi climatici UE (5), certificazioni ambientali possedute (3). Senza la perizia giurata i primi punti non vengono attribuiti, anche dichiarando «sì».

Maggiorazioni — fino a 6 puntiAll. 1 DD

Rating di legalità e certificazione della parità di genere, 3 punti ciascuno, se posseduti alla data di presentazione della domanda.

Il punteggio di graduatoria è un altro numero

Se le risorse si esauriscono, le domande dello stesso giorno vengono ordinate per merito. Quella graduatoria non usa il punteggio complessivo: somma soltanto il criterio 1 e il criterio 3, quindi al massimo 52 punti. La qualità della proposta non vi concorre, e nemmeno le maggiorazioni (art. 9 c. 5 DM, art. 4 c. 5 e art. 5 c. 8 DD).

Conseguenza pratica: i 20 punti di sostenibilità ambientale pesano doppio, perché contano sia per la soglia dei 35 punti sia per la posizione in graduatoria.

Il rating che decide il costo dell'aiuto

Il rating dell'impresa dipende esclusivamente dal punteggio del criterio 1, e determina la maggiorazione in punti base con cui si calcola l'equivalente sovvenzione lordo del finanziamento.

  • Ottimo: da 30 a 32 punti — 75 punti base
  • Buono: sotto 30 e fino a 20 — 100 punti base
  • Soddisfacente: sotto 20 e fino a 12 — 220 punti base
  • Scarso: sotto 12 — soglia non superata, la domanda viene respinta

La verifica finanziaria che blocca prima di tutto il resto

Prima dell'istruttoria, Invitalia verifica la capacità di rimborso sull'ultimo bilancio approvato: il flusso di cassa — ammortamenti e svalutazioni (B.10) più utile o perdita d'esercizio — deve coprire la rata annua del finanziamento, cioè l'importo agevolato diviso per gli anni di ammortamento scelti, al massimo sette.

Se la relazione non è soddisfatta la domanda non passa all'istruttoria, per quanto buono sia il punteggio (art. 9 c. 6 DM, art. 5 c. 3 DD).